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15 Dic 2014

L’Apprendimento Cooperativo per ridare senso e vitalità alle esperienze didattiche

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 Scritto da Dr. Stefano Rossi

Fonte: http://www.mentesociale.it

La didattica trasmissiva fatica e trova sempre maggiori difficoltà nella quotidiana sfida di appassionare e coinvolgere gli studenti. Una concreta alternativa pedagogica è l’Apprendimento Cooperativo, che permette di far partecipare attivamente gruppi studenti nella costruzione sociale dell’apprendimento.

L’Apprendimento Cooperativo, o Cooperative Learning, è un metodo di insegnamento largamente diffuso negli Stati Uniti, in Canada ed in Australia ma ancora poco diffuso nel panorama scolastico italiano.

L’approccio del Cooperative Learning è utilizzabile con tutte le fasce d’età, dalla scuola d’infanzia all’università e consiste nell’integrare o sostituire la tradizionale lezione frontale, con un gruppi di cooperazione, in cui gli studenti partecipano e co-costruiscono l’apprendimento.

Il senso di una gestione cooperativa della classe permette di  rivitalizzare sia i processi didattici che quelli socio-educativi.

La sola didattica trasmissiva presenta infatti svariati problemi: difficoltà di attenzione, bassa motivazione all’apprendimento e problemi comportamentali come risultante delle precedenti problematiche, oltre alla complessa integrazione nel percorso formativo di studenti con DSA, disabilità o bisogni educativi speciali.

L’Apprendimento Cooperativo permette di coinvolgere maggiormente gli studenti, che non sono più visti come dei vasi da riempire ma piuttosto come delle fiaccole da accendere. Alla passività della didattica trasmissiva e verticale, si propone una didattica partecipativa e costruttivista, in cui gli studenti, non solo ricevono l’apprendimento, ma lo possano elaborare,  sviluppare e co-costruire collettivamente.

In termini didattici vi è quindi una partecipazione non solo maggiore in termini quantitativi ma anche migliore dal punto di  vista qualitativo.

La didattica tradizionale infatti coinvolge gli studenti solo dal punto di visto cognitivo, mentre con l’Apprendimento Cooperativo si attivano e coinvolgono diverse intelligenze, come quella emotiva e sociale.

Facciamo un esempio per capirci meglio: lezione di storia sulla Seconda Guerra Mondiale ed in particolare su quanto accaduto agli ebrei.  Con la didattica tradizionale l’insegnante si limita a trasmettere informazioni  che gli studenti devono saper ripetere e ricordare. Con la didattica cooperativa si può integrare l’aspetto informativo, che può essere veicolato dall’insegnante o dallo studio cooperativo nei gruppi, con un lavoro ulteriore sul piano emotivo e sociale. Dopo avere introdotto gli aspetti storici della Seconda Guerra Mondiale, si può proporre alla classe un’attività cooperativa in cui gli studenti, divisi in piccoli gruppi da quattro, provano a scrivere la storia o la pagina di diario di una famiglia ebrea di quel periodo. Capite bene che un lavoro di questo tipo coinvolge gli studenti sia sul piano emotivo, perché sono chiamati ad immedesimarsi in persone in carne ed ossa, che hanno vissuto le atrocità del nazismo, ma anche sul piano sociale, perché il lavoro non è di tipo individuale ma è di gruppo e va quindi sviluppato e co-costruito insieme.

Come vedete da questo semplice esempio, la didattica mediata dai gruppi cooperativi permette di ricucire la distanza che spesso vi è tra i libri e la vita reale degli studenti. La famosa domanda “A cosa mi serve studiare questo argomento” non può essere liquidata con risposte pedagogicamente fragili e sguarnite come “Lo devi studiare perché è così”.

La didattica tradizionale e razionalista rischia infatti di perdere proprio il cuore dell’apprendimento, che è il significato. Un apprendimento significativo è qualcosa che è in grado di allargare l’orizzonte cognitivo e affettivo degli studenti, è un apprendimento ricco e potente che permette di sviluppare l’intera persona.

Per facilitare un insegnamento che tragga forza dal significato di ciò che si vuole far apprendere, le informazioni e le nozioni non bastano. Sono solo il punto di partenza di un percorso che non può limitarsi all’immagazzinamento di dati e che deve procedere da questi per favorire la riflessione e la crescita dei nostri ragazzi e studenti.

Con l’Apprendimento Cooperativo la classe, da insieme di singoli che apprendono individualmente, diviene un laboratorio di ricerca e approfondimento, in cui la cultura viene manipolata nel senso artigianale del termine. I gruppi di discussione, di problem solving, di ricerca, o di sviluppo, permettono ai ragazzi di dare senso all’apprendimento, che diviene significativo perché coinvolge le loro risorse cognitive, emotive, biografiche e sociali.

Offrendo agli studenti delle esperienze cooperative di senso, sarà possibile ricucire la distanza tra apprendimento scolastico e la vita reale e, forse, si sentirà meno frequentemente la domanda “A cosa mi serve studiare tutto questo”.

 

Bibliografia

Rossi S. (2014),Tutti per uno e uno per tutti. Il potere formativo della collaborazione, La Meridiana, Bari.